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IL PAP-TEST

Il test di Papanicolaou, è un esame di screening che ha lo scopo d’individuare precocemente i tumori del collo dell’utero o alterazioni cellulari che col passare del tempo hanno un’alta probabilità di trasformarsi in alterazioni tumorali; inostre può dare utili indicazioni sull’equilibrio ormonale e permettere il riconoscimento d’infezioni batteriche, virali o micotiche.

In base alle linee guida europee e della Commissione oncologica nazionale, nella fascia di età compresa tra 25 e 65 anni sarebbe opportuno effettuare il test almeno ogni tre anni. Negli Stati Uniti si esegue ogni 12 mesi. In Germania si esegue ogni 12 mesi dai 20 anni in poi.

COME SI EFFETTUA L’ESAME

L’esame si esegue applicando lo speculum che dilata l’apertura vaginale in modo di evidenziare la cervice uterina. Poi, attraverso l’uso di una spatolina e un tampone, si preleva piccole quantità di muco rispettivamente dal collo dell’utero e dal canale cervicale. Tale materiale viene strisciato su un vetrino per il laboratorio che eseguirà l’esame citologico.

CONTROINDICAZIONI

Il pap test non ha nessuna controindicazione tranne il flusso mestruale, per cui sarebbe bene fissare l’appuntamento almeno tre giorni dopo la fine delle mestruazioni e una settimana prima di quando si prevede possa iniziare il ciclo successivo. Se le mestruazioni dovessero arrivare nei giorni immediatamente precedenti o il giorno stesso della visita, occorre rimandare l’esame.

La gravidanza, invece, non rappresenta una controindicazione all’indagine, anche se è bene informare della propria condizione. L’uso di contraccettivi orali o la presenza di una spirale intrauterina sono irrilevanti ai fini del test.
l’esame è consigliato anche nelle donne in menopausa almeno fino ai 65 anni di età, anche se non hanno più rapporti sessuali. Le donne vergini, che non hanno mai avuto rapporti sessuali completi, possono provare a eseguire l’esame. L’operatore, opportunamente informato, utilizzerà uno strumento apposito per dilatare il canale vaginale. Sebbene il rischio di cancro al collo dell’utero sia molto basso in una donna vergine, esistono rare forme che si sviluppano indipendentemente dall’infezione da papilloma virus (HPV) trasmessa da un partner.
La vaccinazione contro l’infezione da HPV non esonera dall’esecuzione del Pap test. La protezione infatti assicura una copertura solo contro i ceppi del virus più oncogeni e diffusi.
Le donne che hanno subito un’isterectomia dovrebbero consultare il proprio medico per sapere se devono continuare a effettuare lo screening. In genere si ritiene opportuno ripetere l’esame se l’utero è stato asportato a causa di un tumore o di una forma pretumorale, mentre non occorre se è stato tolto per altre ragioni, per esempio a causa di emorragie abbondanti.

PREPARAZIONE

Nei due giorni prima di un Pap test, meglio evitare deodoranti intimi e prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo perché potrebbero eliminare o nascondere cellule anormali.

I risultati potrebbero venire alterati anche dai rapporti sessuali, da cui sarebbe meglio astenersi nei due giorni precedenti all’esame.