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La riabilitazione e l’incontinenza urinaria femminile

“La riabilitazione del pavimento pelvico è una opzione terapeutica indirizzata a sintomi correlati alla disfunzione di tale zona, tra i quali è compresa l’incontinenza urinaria. Questo trattamento è considerato a tutt’oggi come primo approccio terapeutico per la gestione delle diverse forme di incontinenza urinaria di origine non neurogena (Abrams 2010).”
La riabilitazione del pavimento pelvico “(…) va considerata all’interno di un approccio diagnostico-terapeutico di tipo multidisciplinare, nella quale trova collocazione in qualità di terapia a ridotta invasività, con scarse controindicazioni e con limitati effetti collaterali”
Bortolami, A. Ripesi, M. (2012), La riabilitazione del pavimento pelvico, in: FINCO Federazione Italiana Incontinenti (2012), Libro Bianco sull’incontinenza urinaria, pp. 65-80.

TECNICHE E STRUMENTI PER AFFRONTARE L’INCONTINENZA URINARIA FEMMINILE ATTRAVERSO LA RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO
Le tecniche e gli strumenti che possono essere utilizzati nella riabilitazione del pavimento pelvico in caso di incontinenza urinaria sono:
1. l’esercizio terapeutico
2. l’autotrattamento e il trattamento domiciliare
3. il trattamento comportamentale e le modificazioni dello stile di vita
4. il biofeedback
5. la stimolazione elettrica funzionale
6. i coni vaginali
7. ausili assorbenti

1. Esercizio terapeutico
Per “esercizio terapeutico” si intende “il movimento del corpo, o di una parte di esso, al fine di alleviare i sintomi o di migliorare una funzione”. Nel caso dell’incontinenza urinaria, dapprima viene illustrato al paziente la relazione esistente tra i sintomi e la componente muscolare del pavimento pelvico, utilizzando immagini e modelli anatomici; ciò ai fini sia di favorire il processo di percezione e consapevolezza del pavimento pelvico, sia di far conoscere e favorire il raggiungimento degli obiettivi terapeutici.
Poi, attraverso esercizi terapeutici indirizzati alla regione genito-anale, corrispondente alla porzione muscolare del pavimento pelvico, vengono coscientizzate e/o apprese le diverse azioni del pavimento pelvico. Più specificatamente, in riferimento all’ipovalidità e all’incontinenza urinaria ad essa correlata, viene favorito il ripristino dei parametri muscolari relativi a forza ed endurance, enfatizzando
l’azione di contrazione volontaria.

2. Autotrattamento e trattamento domiciliare
Con questi termini viene indicata l’attività consigliata al paziente da eseguire al di fuori della sede ambulatoriale, ai fini di favorire il raggiungimento degli obiettivi terapeutici (consapevolezza della zona genito-anale, modificazione dei parametri muscolari, ecc.).
Fanno parte quindi di questa attività, l’esecuzione sia di esercizi precedentemente appresi durante le sedute ambulatoriali, sia l’utilizzo di altri strumenti (biofeedback, stimolazione elettrica funzionale, coni vaginali, ecc.). Per la programmazione dell’autotrattamento e del trattamento domiciliare, il Professionista considera
la condizione del soggetto, sia per gli aspetti soggettivi (influenza dei sintomi nella qualità di vita, ecc.), sia per quelli oggettivi (segni, collaborazione al trattamento, ecc.); essi inoltre saranno confrontati con il momento terapeutico, ai fini di mantenere nell’esecuzione del compito, un adeguato livello di difficoltà, così da favorire il raggiungimento degli obiettivi terapeutici precedentemente pianificati.

3. Trattamento comportamentale e modificazioni dello stile di vita
In caso di incontinenza urinaria, può essere utile l’individuazione di fattori di rischio che possano aver contribuito all’insorgenza del sintomo o che lo stanno mantenendo (tosse e starnuti ripetuti, sforzi frequenti, aumenti della pressione intra addominale, presenza di barriere architettoniche, ecc.), così come di compensi e abitudini conseguenti al sintomo stesso, che possano sostenere la condizione patologica (minzione preventiva per evitare la perdita involntaria di urina, riduzione nell’assunzione di liquidi, ecc.). L’informazione verbale sugli effetti dei fattori di rischio e delle abitudini, e la correzione di questi, quando possibile, può contribuire alla risoluzione o alla gestione del sintomo.

4. Biofeedback
Il Biofeedback (BFB, “biology” “feedback”, retroazione biologica) è la trasformazione di un segnale biologico debole e/o complesso (es.: l’attività elettrica muscolare) in un segnale forte e semplice (es.: un suono o una luce) e rappresenta una modalità di apprendimento.
Il BFB, nella pratica clinica, è visto come mezzo in grado di facilitare l’acquisizione del controllo volontario di eventi fisiologici, come la contrazione muscolare, che, nel caso del pavimento pelvico, viene rilevata attraverso una sonda posta nello spazio intravaginale (sonda elettromiografica o pressoria). Questa rilevazione, relativa all’attività elettrica muscolare o alla pressione generata all’interno del canale vaginale, viene inviata ad una struttura computerizzata, che la trasforma in segnale visivo e/o uditivo.
A seconda delle funzioni, delle capacità di memoria e della praticità d’uso, lo strumento può essere utilizzato in ambito ambulatoriale, oppure autonomamente dalla paziente in sede domiciliare.

5. Stimolazione elettrica funzionale
Questa tecnica strumentale può essere utilizzato in caso di incontinenza urinaria correlata a ipovalidtà muscolare del pavimento pelvico, nonché in caso di iperattività detrusoriale. Nel caso di ipovalidità muscolare, viene utilizzato il principio secondo il quale un muscolo stimolato elettricamente risponde con la contrazione. Attraverso tale stimolazione pertanto è possibile migliorare il tono e il trofismo muscolare, e i parametri muscolari relativi a forza ed endurance.
In caso invece di iperattività destrusoriale, l’utilizzo della stimolazione elettrica funzionale influenza in senso inibitorio la vescica, agendo positivamente sui sintomi relativi ad urgenza e frequenza urinaria.
La modalità di somministrazione prevede l’utilizzo di sonde intracavitarie, che vengono pertanto poste a contatto con il muscolo elevatore dell’ano.

6. Coni vaginali
Sono finalizzati al miglioramento dei parametri muscolari in caso di ipovalidità muscolare. Sono costituiti da un set di dispositivi a forma di cono, di numero compreso tra 3 e 5, di peso crescente uno rispetto all’altro. L’impiego prevede il posizionamento per alcuni minuti al giorno nel terzo inferiore del canale vaginale del
cono che la donna riesce a mantenere in situ in posizione eretta. Questo posizionamento mette in atto un feedback sensitivo ed attiva la contrazione dei muscoli del pavimento pelvico, che cercano di trattenere il cono in sede. Il miglioramento dei parametri muscolari permette il passaggi al cono con peso superiore.

Fonte: Bortolami, A. Ripesi, M. (2012), La riabilitazione del pavimento pelvico, in: FINCO Federazione Italiana Incontinenti (2012), Libro Bianco sull’incontinenza urinaria, pp. 67-69.

Allenamento_perineale

Prepariamoci all’allenamento quotidiano!
Fonte: FINCO Federazione Italiana Incontinenti (2012), Libro Bianco sull’incontinenza urinaria, p.80.

 

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