Go to Top

SI PUO’ PREVENIRE IL PROLASSO?

Nella maggior parte dei casi la risposta è Sì !!! ma per capire meglio come e perché è bene fare prevenzione facciamo un breve cenno anatomico degli organi coinvolti e della fondamentale funzione del pavimento pelvico.

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli, legamenti e fasce collocato alla base della cavità addominale che ha la funzione di sostegno degli organi pelvici (uretra, vescica, vagina, utero e retto) e di continenza.

L’utero si trova nella piccola pelvi tra la vescica anteriormente e il retto posteriormente. Ha la forma di una pera rovesciata e la porzione più stretta chiamata cervice uterina sporge in misura minima in vagina.  Frequentemente troviamo una discesa dell’utero dentro il canale vaginale, ma anche la vescica (detto cistocele) e il retto (detto rettocele) possono essere coinvolti nel descensus.

il prolasso è più comune di quanto si immagina, soprattutto in donne che hanno partorito più volte, con travagli lunghi, parti operativi e/o con bambini molto grandi.
Anche chi soffre o ha sofferto di stitichezza, attraverso l’eccessivo sforzo causato dalla stipsi, oppure chi soffre di broncopatie con tossi croniche. Entrambi i disturbi vanno a creare un iperpressione addominale con notevole carico sui muscoli del pavimento pelvico che, se non sufficentemente allenati, con l’andare del tempo si possono sfiancare. Tra i fattori causali si riconoscono fattori congeniti, tra cui la predisposizione genetica (una certa lassità del legamenti e una certa debolezza del pavimento pelvico possiamo ereditarla dalle nostre madri, nonne…) e fattori acquisiti (come abbiamo visto sopra) tra cui, in assoluto, il più importante è il parto.

Ci possono essere diversi gradi di prolasso che vengono classificati in questo modo:

  • Grado 1 – lieve: leggera discesa dell’organo (utero e/o vescica e/o retto) all’interno della vagina.
  • Grado 2 – moderato: la discesa raggiunge l’ingresso della vagina.
  • Grado 3 – grave: il prolasso supera l’ingresso della vagina, la donna può toccare l’organo o avverte la massa mentre cammina e soprattutto quando fa degli sforzi.
  • Grado 4 o totale: l’organo è completamente fuori, anche a riposo.

 In relazione alla gravità ci possono essere i seguenti sintomi:
-Sensazione di massa all’interno della vagina più evidente in ortostatismo
– Incontinenza urinaria (da sforzo, da urgenza e mista)
– Difficoltà allo svuotamento vescicale
– Alterazioni dell’alvo
– Senso di peso perineale che si aggrava durante una prolungata stazione eretta o nello sforzo
– Dolore lombare
– Disturbi della sfera sessuale
-Disturbi dello svuotamento vescicale (ostruzione, incompleto svuotamento, frequenti infezioni urinarie, dolore durante la minzione, dilatazione dell’alta via escretrice).

 

 

Ma entriamo nello specifico per capire quanto è importante il sostegno del pavimento pelvico.

Gli organi nel piccolo bacino sono in sede grazie

  • SISTEMA DI SOSPENSIONE (legamenti e fasce)
  • SISTEMA DI SONTEGNO (pavimento pelvico).

FIG. 1

Un ginecologo americano, P.A. Norton, [1], in uno dei suoi scritti degli anni ’90 paragona l’utero a una nave dentro un bacino di carenaggio, dove il sistema di sospensione delle funi corrisponde al legamenti e fasce e il sistema di sostegno rappresentato dall’acqua corrisponde ai muscoli del pavimento pelvico. Quando è presente l’acqua nel bacino, tutto funziona. (fig. 1), i legamenti hanno il compito di tenere in sede gli organi, ma non vengono sollecitati eccessivamente grazie al gallegiamento della nave nell’acqua.

 

 

Nella figura n. 2 l’acqua non c’è; il pavimento pelvico non agisce più da supporto  quindi i legamenti di sostegno ricevono inevitabilmente una sollecitazione maggiore così che, con l’andar del tempo, si sfilacciano, si distendono e si spezzano ( figura 3 ) creando un’inevitabile discesa dell’utero e/o della vescica e/o retto.

  2FIG. 3            FIG. 3

 

Va da sé che mantenere un buon tono della muscolatura del pavimento pelvico  è la condizione indispensabile per mantenere in salute anche i legamenti del bacino.

Nei casi medio-gravi di rettocele/cistocele/ prolasso dell’utero, c’è la possibilità di far uso dei pessari (sopratutto quelli cubici per donne giovani in quando di semplice e autonoma gestione) che possono rappresentare un ausilio conservativo da prevedere, in particolare, per quelle donne per cui l’intervento chirurgico è controindicato oppure è opportuno preparare il campo ad intervento chirurgico. ma di questo vi parlerò meglio in un articolo specifico sui pessari. CS.

 

 

 

 

 

[1] From Norton PA. Pelvic floor disorders: the role of fascia and ligaments. Clin Obstet Gynecol. 36: 927-1993